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La professione medica nella Aesernia imperiale

Storie dal Patrimonio è un’iniziativa della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Molise. Oggi vi raccontiamo la professione medica nella Aesernia imperiale.

Le professioni sanitarie, ai tempi dell’impero romano, richiedevano un alto livello di specializzazione ed erano svolte nella maggior parte dei casi da schiavi o liberti al servizio di ricchi cittadini.

I medici però non erano esenti da rischi e dovevano risarcire le famiglie del paziente di cui avessero malauguratamente causato il decesso.

Allo stesso tempo però, se dimostravano bravura e capacità, potevano arrivare ad accumulare anche grandi ricchezze con la loro professione, come lo dimostra la storia del medico isernino Caius Marius lalysus, schiavo divenuto un prestigioso cittadino grazie alla professione medica e alla benevolenza del suo padrone.

Accumulò talmente tanta ricchezza, da ottenere l’ingresso nel collegium degli Augustali che contribuiva al benessere della città. I membri del collegium avevano diversi privilegi e potevano sfoggiare in pubblico insegne che ricordavano quelle dei magistrati cittadini come i fasces (verghe di legno, simbolo di potere e autorità).

Sulle sepolture di altri Augustali Isernini si possono osservare altri simboli di potere come il bisellium (un largo sedile riccamente decorato e segno d’onore).

Per saperne di più, guarda questo video: https://bit.ly/3e03DQU.


La storia di Caius Marius lalysus, schiavo divenuto prestigioso cittadino grazie alla professione medica, è solo una delle numerose e affascinanti storie del patrimonio culturale del Molise.

Pericolare di una lapide
Pericolare di una lapide