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Castello di Capua

Gambatesa

Il museo

Un maniero medievale trasformato in elegante dimora signorile nel rinascimento. Entrando nelle sue stanze ci si inebria degli affreschi cinquecenteschi di Donato da Copertino, con i suoi paesaggi e allegorie. Qui si intrecciano storia, arte e paesaggio con sapori antichi

Castello di CapuaCastello di Capua

In occasione della 319° edizione delle delle Maitunate a Gambatesa, lunedì 31 dicembre, il Castello Angioino sarà eccezionalmente aperto dalle ore 8.00 alle ore 13.30 (bigliettazione ordinaria).

In un territorio di frontiera tra Molise e Puglia caratterizzato da rilievi montuosi, nel tredicesimo secolo Riccardo da Pietravalle divenne il signore di un luogo che prenderà il nome dal suo difetto fisico: Gambatesa. Il controllo delle vie di transumanza fece la ricchezza delle famiglie che si succedettero come signori del posto. Il locale castello è simbolo di questa prosperità.

La famiglia Capua, divenutane proprietaria nel 1484, rivoluzionò l’architettura del castello, abbattendo molte delle severe architetture militari medievali e ingentilendolo per farne un palazzo signorile. Di conseguenza questa dimora assume il binomio “di Capua” e “Gambatesa”, rispettivamente dai nomi dei primi proprietari e dal nome di chi rimodellò definitivamente l’ edificio.

Nel 1550 Vincenzo di Capua contrattò il pittore Donato da Copertino per decorare le stanze della dimora con un ciclo di affreschi celebrativo della famiglia. Il pittore si era formato alla scuola di Giorgio Vasari e quando lavorò a Gambatesa egli conosceva già i grandi cicli pittorici romani della prima metà del cinquecento. Conosceva le tecniche pittoriche più in voga all’epoca. Tutto ciò si riflette nella qualità degli affreschi in questo castello. Nel Salone delle Virtù, nella Sala delle Maschere, nella Sala del Camino, nella Sala del Pergolato, nello Studiolo, nella Sala del Canneto e nella Sala      dell’ Incendio gli spazi sono come un museo e una galleria illusori che illustrano i diversi generi e temi della pittura del cinquecento.

 

 

 

Arricchisci la tua visita con una piccola caccia al tesoro, cercando nelle varie sale i piccoli particolari negli affreschi! Molti hanno significati simbolici. Per esempio, una piccola tartaruga accoccolata nelle rovine antiche della Sala del Canneto, rappresenta la modestia. Modestia che non doveva certo essere una caratteristica di Donato, visto che si permise di apporre la sua firma sulla soprapporta del salone principale, quello “delle Virtù”: ciò non fece piacere al suo committente che non gradì il gesto esuberante dell’artista e la fece ricoprire.

Oppure, nella Sala delle Maschere sopra alla firma dell’autore dei ciclo di affreschi, una piccola tarantola con la sua tela: venne dipinta da Donato da Cupertino per collegare simbolicamente il proprio lavoro con l’ operosità legata a questo insetto.

Il Castello di Capua offre anche due esposizioni di arte contemporanea che danno un assaggio dell’arte pittorica di età moderna e contemporanea: parte della collezione Eliseo e parte della collezione  Romeo Musa .

In questo modo il castello diventa un luogo dove poter godere dell’arte pittorica sviluppatasi in cinquecento anni in un luogo immerso in un tipico paesaggio appenninico.

Per prenotare una visita guidata o partecipare ad un evento educativo puoi contattare Me.MO CANTIERI CULTURALI a.p.s. scarica la Brochure

Il castello ha origini medievali ma, a partire dal Quattrocento, venne trasformato in una dimora rinascimentale.

Punto strategico per il controllo delle vie di transumanza tra Puglia ed Abruzzo, fu dimora della famiglia di Capua.

Le sale interne sono per la maggior parte abbellite dall’importante ciclo affrescato commissionato da Vincenzo di Capua e realizzato nel 1550 da Donato da Copertino (Decumbertino), seguace di Giorgio Vasari; attraverso episodi mitologici e biblici, personaggi della storia antica, paesaggi  vedute e allegorie, sono esaltate le virtù della famiglia di Capua.

Donato, che prima seguì molti lavori del Vasari soprattutto a Roma, fece di questi affreschi un concentrato di soggetti, allegorie e tecniche di affresco tipici del primo cinquecento.

Così accedere al Salone delle Virtù, alla Sala delle Maschere, alla Sala del Pergolato, alla Sala del Cammino e allo Studiolo, è come sfogliare un libro di arte del Manierismo.

In altre ampie sale, dove si possono ammirare anche interessanti dettagli architettonici tardo medioevali, sono ospitater, in due mostre, parte delle collezioni Praitano ed Eliseo e parte della collezione Musa.

Si tratta di collezioni di pitture che vanno dall’età moderna all’età contemporanea.

Indirizzo

largo Castello, s.n.c.
86013 Gambatesa

Orari

Martedì-Domenica 8.00-19.00.

Informazioni

www.musei.molise.beniculturali.it
pm-mol@beniculturali.it
Tel: +39 0874 719261
Chiusura: Lunedì
Intero: 2,00 €
Ridotto: 1,00 €